Vino e miti

Sui vini e sugli spumanti esistono leggende note a tutti. Quanto c'è di vero in questi miti? Abbiamo raccolto per voi i più interessanti, cercando di fare luce su di essi. Buona lettura!

Il vino bio è buono quanto quello convenzionale?

C'è stato un periodo, che fortunatamante appartiene ormai al passato, nel quale il vino bio non era particolarmente buono.

Oggi anche i più blasonati produttori del mondo enologico vinificano nel rispetto delle direttive biologiche o stanno effettuando la conversione all'agricoltura biologica. Ne sono un esempio i Domaine Romanée-Conti, Château Latour, Ridge,  Casa Lapostolle o Giuseppe Quintarelli. Acquistare vino bio significa fornire un importante contributo alla conservazione di una natura intatta e di una maggiore biodiversità. In virtù di severi disciplinari di coltivazione, il vino prodotto biologicamente è privo di residui di pesticidi e contiene solitamente meno solfiti di quelli convenzionali.  Le ragioni per scegliere quindi un vino bio sono tante.

I vini super quotati devono piacere a tutti?

Le valutazioni dei vini forniscono importanti punti di riferimento nell'universo enologico spesso molto intricato.

Nessuna valutazione è sempre solo oggettiva, poiché chi giudica il vino viene influenzato ovviamente anche dai propri gusti personali. Un esempio: Robert Parker assegna allo Château Figeac 2008 solo 81/100 punti, con questo giudizio: 'Esile e austero, con aromi vegetali, da bere nei prossimi 7-8 anni'. Mentre il più celebre intenditore di Bordeaux della Svizzera, René Gabriel, la pensa in modo nettamente diverso. Lui assegna allo stesso vino 19/20 punti e scrive: 'Corposo e pieno in bocca e al palato, un Figeac di lunga durata; rappresenta un ottimo investimento sicuro; da bere fra il 2019 e il 2035'. È importante quindi considerare le valutazioni in modo differenziato e soprattutto tener presente che il proprio giudizio è quello che conta di più.

Un cucchiaino nella spumante non trattiene le bollicine in esso

Questa è una delle credenze più diffuse. Si pensa che l’anidride carbonica rimanga più a lungo nel vino infilando un cucchiaino nel collo della bottiglia.

Questo metodo però non può funzionare. Sia il cucchiaio d’argento o di latta, sia Champagne o Prosecco, la tecnica è inutile. Solo due cose rallentano la perdita di gas. La prima sono le basse temperature, un vino conserva più anidride carbonica in frigorifero che a temperatura ambiente. La seconda è la chiusura, grazie a un tappo di un vino fermo o di uno spumate si possono trattenere più a lungo le bollicine. Se si vuole conservare il vino frizzante ancora qualche giorno, basta tapparlo e metterlo in frigorifero fino al momento di servirlo.

La botte di legno e le alternative

Molti dei migliori vini secchi al mondo sono maturati in botti di legno. Ciò è un’ovvietà per gli estimatori del vino.

Alternative alla botte in rovere, come ad esempio le chips oppure le botti rivestite all’interno con legno in rovere hanno invece una cattiva nomea: i consumatori li percepiscono come una mistificazione. Ad ogni modo le alternative al legno hanno uno scopo precipuo e vantaggi rispetto alla botte classica: rendono infatti possibile l’acquisto di vini barricati a costi contenuti. Una barrique costa circa mille franchi, la soluzione alternativa, un multiplo di meno. Inoltre in cantina il lavoro in botti di legno è molto più laborioso e impegnativo rispetto alle chips e alle botti rivestite. Per vini al di sotto dei dieci franchi, in cui emergono note legnose, le alternative risultano quindi ideali.

Bordeaux e Borgogna sono vini per un pubblico "maturo"?

Le regioni viticole come quella del Bordeaux e della Bourgogne sono rinomate per la produzione di vini che non sono alla portata di estimatori più giovani. Il pregiudizio che soltanto le vecchie generazioni sono capaci di apprezzare un bordolese o un vino della Borgogna è dunque un’evidenza.

Ma l’apprezzamento di un vino di classe è anche alla portata dei giovani amatori, indipendentemente quindi dall’età. L’ostacolo principale è invece il costo elevato di una bottiglia rinomata, come pure la certezza che questi vini si apprezzano soltanto dopo dieci anni di maturazione. Per gustarli è indispensabile imparare a riconoscere il meglio di queste regioni, una disponibilità di budget e tanta pazienza. Questa è la ragione per cui tali vini sono maggiormente apprezzati da appassionati più anziani e collezionisti.

Valore dell’invecchiamento

Quanto tempo vale la pena lasciare una bottiglia di Bordeaux in cantina?

I prezzi e quindi il valore dei vini dei più noti Château di Bordeaux, tra il 2005 e il 2011 sono incrementati notevolmente, anche per ciò che riguarda la vendita di annate precedenti. Tuttavia, negli ultimi due anni sono nuovamente scesi. Saranno comunque solo una cinquantina di produttori noti che hanno constatato un reale miglioramento della qualità e bisogna considerare che questi Château applicavano già prima del 2005 prezzi più alti di altri. Un Bordeaux economico, nemmeno 20 anni fa era una bottiglia preziosa. Per una panoramica del valore delle differenti annate potete consultare la pagina: www.wine-searcher.com. E se avete del vino pregiato in cantina, potete sempre decidere se berlo o se vale la pena venderlo.  

Esiste una successione corretta dei vini nelle degustazioni?

Nella maggior parte delle degustazioni, come anche durante un pasto, i vini vengono degustati nella classica successione: spumanti, bianchi, rosati, rossi, vini dolci.

L'idea, fondamentalmente, è buona, poiché in questo modo ai vini più leggeri fanno seguito quelli più robusti. Tutto ciò ha il vantaggio di non sovraffaticare il palato. La regola non è ferrea, ma è una buona consuetudine, soprattutto quando si degustano molti vini. Ad ogni modo, tra una degustazione e l'altra, vale la pena rinfrescare il palato con un bicchier d'acqua oppure prendersi un po' di tempo per dare a bocca e naso il tempo di riprendersi. Non tutti, inoltre, percepiscono lo stesso vino come leggero o robusto, per cui la successione dei vini durante una degustazione è una questione essenzialmente di gusti.