La primavera

Vi siete mai chieste in che modo le uve raccolte vengono trasformate in vino? Ecco qui i lavori svolti in primavera.

L’annata vinicola in primavera (da marzo a maggio)

La vite si risveglia dal periodo di stasi vegetativa invernale. La linfa scorre dalle radici fino alle gemme legnose. Con l’aumento delle temperature le gemme invernali si inturgidiscono. Con la germinazione ha inizio il ciclo vegetativo annuale della vite e anche l’annata. Il ciclo vegetativo varia a seconda del vitigno. L’attenzione del viticoltore ora è tutta rivolta alla lavorazione del terreno, alle operazione di messa a dimora delle giovani viti e delle barbatelle e alla tenditura dei fili. Nelle regioni fredde è indispensabile prevedere una protezione antigelo in quanto le giovani piantine e i germogli verdi sono ancora troppo delicati e rischiano di congelare quando la temperatura scende sotto lo zero. Nel frattempo in cantina ci si concentra sull’imbottigliamento del vino e sui lavori preliminari necessari.

Cantina St. Jodern, Visperterminen (VS)

Nel vigneto più alto d’Europa, a 1150 metri sul livelllo del mare, si trova una delle più incantevoli regioni vitivinicole della Svizzera. Qui alla cantina St. Jodern a Visperterminen oltre a Pinot Noir, Gamay e Fendant si coltivano anche vere e proprie specialità vallesane come la celebre uva Heida o la Resi, un vitigno pressoché dimenticato. Il vigneto è situato su piccoli terrazzamenti scoscesi sostenuti da alti muretti a secco e seppur su una superficie ridottissima supera i 500 m di dislivello. A causa delle elevate pendenze, le fasi di potatura e di legatura dei tralci in primavera avvengono ancora a mano, secondo il metodo tradizionale. I getti più vecchi vengono potati per far spazio ai nuovi. In cantina il capo cantiniere Michael Hock sta effettuando i periodici controlli sulla maturazione dei vini dell’anno precedente.

Codorniù, Penedès Catalonia (ES)

Il maestro di vigna Joan Esteve è impegnato nella sfogliatura, un'operazione che favorisce un perfetto irraggiamento solare dei grappoli rendendo la buccia degli acini più compatta e resistente. Questa zona della Catalogna offre un microclima particolarmente favorevole ai vitigni Chardonnay e Pinot Noir.

In cantina, l'enologo Bruno Colomer trasforma i nuovi mosti d'uva in vini base. Il mastro cantiniere definisce la composizione dell'assemblaggio, per ottenere il carattere desiderato. Il Cava è il vino spumante spagnolo più pregiato e viene tradizionalmente prodotto con i vitigni bianchi Xarel·lo, Macabeo e Parellada. Si tratta pertanto di un Blanc de Blanc, ma è consentito anche l'utilizzo di Chardonnay oppure di uve a bacca rossa come Garnacha, Monastrell, Trepat e Pinot Noir. Come lo champagne viene prodotto mediantefermentazione in bottiglia. Decisiva in tal senso è la seconda fermentazione, la cui durata varia da 9 mesi a diversi anni. Le giropalette utilizzate dai produttori spagnoli di Cava sostituiscono i pupitre e svolgono un ruolo fondamentale nel processo di affinamento. Al temine dell'affinamento sui lieviti, i depositi vengono rimossi e si richiude la bottiglia. Ora il Cava è pronto per essere gustato.

Henri Badoux SA Vins, Aigle (VD)

A seconda delle condizioni meteorologiche, in primavera il viticoltore Jean-Pierre Luthi della Henri Badoux SA Vins inizia a dissodare e a concimare il terreno e a potare le viti per dar loro la giusta forma. Questi lavori sono importanti per favorire la vitalità del terreno e contribuiscono già ora alla regolazione della produzione. In cantina, il capo cantiniere Daniel Dufaux sta preparando l’imbottigliamento dei vini dell’anno precedente. Per prima cosa si decide l’assemblage ovvero come i giovani vini di differenti varietà, annate e zone saranno tagliati per ottenere una determinata qualità e un profilo organolettico ben definito. Prima dell’imbottigliamento e dell’etichettatura il vino è sottoposto a filtrazione. Tutti questi interventi concorrono alla stabilità e alla longevità del vino e ne preservano la qualità che come ben sappiamo nasce nei vigneti.

Gérard Bertrand, Linguadoca-Rossiglione

Sistemi biologici per arare i vigneti

La Linguadoca-Rossiglione è una regione su cui sorge un fantastico vigneto che gode di un clima mediterraneo caldo, secco, ventilato e soleggiato. All’inizio della primavera, sulle viti del signor Gérard Bertrand spuntano le prime gemme. Il metodo scelto per la coltivazione di questi vigneti non contempla agenti chimici, prediligendo invece un’agricoltura biodinamica. Gérard Bertrand lascia infatti che la vegetazione cresca nel corso di tutto l’inverno; solo a inizio aprile il suo team inizierà ad arare il terreno utilizzando un vomere che raggiunge circa dieci centimetri sotto terra. In questo modo, le radici delle piante vengono tagliate e quindi moriranno rilasciando le loro sostanze nutritive nel terreno che verranno in seguito assorbite dalle viti. Il risultato consiste in uva di maggiore qualità e, di conseguenza, in vini ancora più pregiati.

Gérard Bertrand produce anche del vino Free From per Coop: si tratta di vini privi di solfiti e di altri additivi. Il vino da lui pigiato sprigiona un aroma intenso molto simile a quello dell’uva stessa e rappresenta una valida alternativa per le persone allergiche ai solfiti. Per produrre un buon vino privo di solfiti, i collaboratori di Gérard Bertrand lavorano l’uva rispettando condizioni igieniche assolutamente ineccepibili.

Quattromani, Tcicino (CH)

Il secondo diradamento delle viti

In primavera i rappresentanti delle quattro regioni vinicole del Ticino (Guido Brivio del Mendrisiotto, Claudio Tamborini del Luganese, Angelo Delea del Locarnese e Feliciano Gialdi della zona delle Tre Valli, a nord del Ticino) si incontrano per decidere insieme la composizione del merlot Quattromani di Coop Pro Montagna. Le uve del Mendrisiotto regalano a questo vino di qualità eccellente un aroma speziato e un retrogusto di tabacco, quelle del Luganese gli donano una struttura armoniosa mentre le uve del Locarnese e delle Tre Valli sono molto importanti per la sua eleganza.

Il requisito fondamentale per produrre un vino di qualità è che la quantità di grappoli non sia eccessiva: ecco perché all’inizio di maggio, nei vigneti di queste quattro regioni, vengono staccati i germogli eccessivi (il primo diradamento avviene già in inverno). È molto importante che siano solo determinati grappoli a ricevere l’energia dalle radici. Così le uve utilizzate per produrre il merlot Quattromani, affinato 20 mesi in cantina, sviluppa tutto il suo aroma prima di essere venduto.

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