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La Sicilia riscopre le sue radici

È un fatto: la Sicilia è di moda. I vini dell'isola più grande del Mar Mediterraneo stanno vivendo un periodo fortunato. E per tanti motivi. Dopo l'ondata di vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Syrah o Chardonnay, molti produttori importanti hanno deciso di tornare alle origini. C'è un revival dei vitigni autoctoni. E a ragione: con queste uve infatti si possono produrre vini di terroir inediti, pregiati e unici.

Il Nero d'Avola è il signore incontrastato dell'isola. Ma il segreto del suo successo risiede proprio nel terroir: le bottiglie più pregiate nascono nel sud-est della Sicilia, nella zona che si estende tra Vittoria, Noto e Pachino, la vera terra d'origine di questa varietà a bacca rossa che prende il nome da Avola, una cittadina poco distante. Qui sorge la tenuta Palmeri di proprietà dell'imprenditore svizzero Ueli Breitschmid, da cui proviene il vino d'aprile 2020 "Edition Peter Keller". Il riuscitissimo Nero 2018 di produzione biologica (fr. 32.50, in esclusiva su Mondovino) si compone quasi esclusivamente di uva Nero d'Avola, proprio come vuole la tradizione.

Ma ci sono anche altre tenute che producono vini interessanti con questa varietà di uva. Vini con un bouquet completamente rinnovato, che si distanzia da quello dei loro predecessori, famosi per le loro nuance marcate di confettura. Un esempio è la tenuta Regaleali: situata su un territorio collinare nell'entroterra siciliano, questa azienda produce nettari freschi. Tra agli altri pionieri troviamo anche le tenute Donnafugata e Planeta. Senza dimenticare COS, azienda che sorge nella zona di produzione di Vittoria DOCG, famosa per la freschezza e l'eleganza dei suoi Cru da ricondurre al Frappato: un secondo vitigno autoctono dai tratti quasi borgognoni. Dall'unione delle bacche di Frappato e Nero d'Avola nasce il "Cerasuolo di Vittoria". A chiudere il cerchio ci pensa Arianna Occhipinti, che con le sue etichette individuali e naturali ci dimostra che questa terra sa produrre anche vini in purezza.

La Sicilia è un caleidoscopio di possibilità enologiche, lo dimostrano i vigneti sui pendii del Monte Etna nel nord-est dell'isola. I precursori di un nuovo movimento hanno identificato improvvisamente il potenziale vitivinicolo di questa zona a lungo trascurata e dei suoi vitigni autoctoni a bacca nera come il Nerello Mascalese o il Cappuccio e a bacca bianca come il Carricante e il Minella e impiantato vigne fino a 900 metri sul livello del mare. A causa dei cambiamenti climatici, molti viticoltori hanno iniziato a spostarsi "sempre più in alto" scoprendo così l'Etna, che si è trasformato in un epicentro enologico destinato a durare. Di una cosa si può stare certi: grazie ai suoi vini inconfondibili, ottenuti da uve uniche, la Sicilia resterà a lungo sulla bocca di tutti gli amanti del vino.

Nero d'Avola Edition Peter Keller Tenuta Palmeri DOC 2018

CHF 32.50
75cl (10centilitro = 4.33)
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