Humagne blanche

Incastonato nel cuore della regione alpina, il Vallese vanta un notevole patrimonio di varietà autoctone. Ad esse appartiene l'Humagne blanche, coltivato nella valle del Rodano già dal Medioevo.

Le leggende sui vini sono meravigliose, poiché oltre a conferirgli un'identità distintiva, ne preservano la tradizione. Ed è così ad esempio che per secoli i vini di Humagne blanche sono stati prescritti alle puerpere come medicina, per l'alto contenuto di ferro.  Alle fortunate neo mamme era consentito berne fino a un litro al giorno, con aggiunta di spezie o in una sostanziosa zuppa di pane. Gli studi hanno tuttavia dimostrato che il ferro era solo una leggenda, ma è rimasta la tradizione di regalare alle neo mamme una bottiglia di  Humagne blanche.

Si ritiene che questo vitigno sia originario della Francia meridionale e sia arrivato fino a noi da Marsiglia, risalendo il Rodano. Nel Vallese viene coltivato dal 1313 e oggi copre una superficie di circa 30 ettari. Da esami genetici è emerso che l'Humagne blanche è identico al Miousat, una varietà coltivata nel sud della Francia. Il nome «Humagne»  deriva dal greco hylomaneus , che significa robusto e vigoroso. E in effetti questa varietà è caratterizzata da un'eccessiva produttività e i viticoltori devono contrastare la vigoria delle piante mediante potature e raccolte anticipate. I vini di Humagne blanche seducono per il delicato bouquet di fiori fienaioli, fiori d'arancio e di tiglio. Al palato sono molto persistenti, sostenuti da una delicata acidità e da un finale di mandorle tostate.

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