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Château Mangot: Yann und Karl Todeschini

Dal 1952, tre generazioni della famiglia Mangot si sono impegnate per fare dello Château una punta di diamante tra le tenute di Saint-Emilion. Il nonno piantò le prime vigne, mentre il padre e la madre ristrutturarono gli edifici, e dal 1989 rinnovarono gli impianti e realizzarono i terrazzamenti.

Nel 2008 il testimone è passato ai loro figli Karl e Yann Todeschini che oggi lavorano secondo criteri biodinamici, utilizzando compost, minerali e preparati naturali. I loro sforzi hanno dato ottimi risultati qualitativi, tanto che già dal 2001 il Mangot può fregiarsi dell’appellation Saint-Emilion Grand Cru.

I 34 ettari di vigneti si trovano su un appezzamento a est dell’appellation, suddiviso in 21 parcelle nelle immediate vicinanze di tre tenute superstar della zona: Valandraud, de Pressac e Faugères. A Mangot si coltiva per l’85% Merlot, seguito da un 10% di Cabernet Franc e da un 5% di Cabernet Sauvignon.

Da queste parti, i Todeschini sono tra le ultime famiglie a possedere terreni tanto estesi. "Il nostro operato ha conseguenze dirette su un patrimonio tutelato dall’UNESCO, e siamo decisi a preservarlo. Lo stesso vale per i nostri vini: dei classici Saint-Emilion di grande eleganza e complessità."