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Ungheria

L'Ungheria è una terra vitivinicola molto antica e si suoi vini sono stati per secoli fra i più richiesti d'Europa. Oggi, oltre al noto Tokaj, produce anche interessanti vini di qualità sia rossi che bianchi. Nonostante il buon rapporto qualità/prezzo, questi vini sono però poco noti a livello internazionale.

Storia

Anche in Ungheria furono Greci e Romani a dare il via alla viticoltura, che ha resistito durante i secoli a numerose conquiste da parte di Tartari, Unni, Vandali e Turchi. Dopo essere stata colpita dall'infestazione devastante da parte della filossera di vite, anche l'Ungheria si dedicò soprattutto a produrre vini per il consumo di massa. Dopo il cambiamento politico del 1989 fu fondata un'associazione di viticoltori che iniziarono a orientarsi alla produzione di vini di qualità. Nel giugno 2002 la regione vinicola del Tokaj-Hegyalja è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Geografia

L'Ungheria ha un clima decisamente continentale, con estati molto calde e inverni freddi. I terreni sono vari: suoli sabbiosi e suoli vulcanici pietrosi, argillosi e di loess.

Zone di coltivazione

L'Ungheria è divisa in quattro regioni principali: Alföld, il Transdanubio settentrionale, il Transdanubio meridionale e l'Ungheria settentrionale. All'interno di queste regioni vi sono 22 zone vitivinicole.

Vini

Fra le nazioni vitivinicole del blocco orientale, l'Ungheria è quella che ha mostrato meno interesse a emulare i vini francesi. I viticoltori hanno invece protetto il carattere locale dei loro vini. La produzione ungherese propone soprattutto vini robusti e forti, dolci o semi-secchi. Il più noto è il Tokaj, vinificato con uve Furmint colpite da muffa nobile. Un vino rosso che ha reso Eger famosa in tutto il mondo è l'Egri Bikavér, il «sangue di toro». Questa cuvée ad alto tenore tanninico ha preso il nome nel XVII secolo, durante l'occupazione turca, quando il consumo di alcool era proibito ai musulmani praticanti.

Vitigni

I vitigni più diffusi sono Furmint e Hárslevelü. Un altro vitigno importante è lo Szürkebarát, la variante ungherese del Pinot Gris. Nel distretto vitivinicolo più grande, la Puszta (o Alföld), si coltiva soprattutto Olasz, una variante del Riesling. Dal vitigno locale Leányka, nel distretto del vino rosso di Eger, si ricava un vino bianco secco. Altri vitigni sono Kadarka, Kékoporto (Blauer Portugieser), Nagyburgundi (Pinot Noir), Médoc Noir (Merlot) e Cabernet Sauvignon.

Normativa sul vino

La classificazione dei vini in Ungheria è la seguente: Különleges minöségi bor, vino di qualità con marchio statale «Állami Ellenörzöjegy», che deve essere prodotto da uve completamente mature o colpite da muffa nobile. La gradazione alcolica minima è fissata al 13%. ll Minöségi bor è anch'esso un vino di qualità, ma con una gradazione alcolica minima del 10%. I Muzeális bor (vini da museo) sono vini di classe particolarmente alta, che devono invecchiare per almeno cinque anni. L'Asztali bor è il vino da tavola. 

Superficie vitata/quantitativi prodotti

83 000 ettari, circa 3,5 milioni di hl/anno.

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