Sottoscrizione Borgogna

Cari enoappassionati,

prima le cose importanti: In Borgogna la serie di ottime annate continua. Caratterizzato da un’estate e da un autunno molto caldi e soleggiati, il 2018, che dato vita a un’altra eccezionale annata per i Bourgogne.

Grazie alle sufficienti riserve d’acqua presenti nel terreno – dovute a un inverno 2017/2018 assai piovoso – le viti non hanno praticamente mai sofferto di stress idrico. Contrariamente al 2003, un anno eccezionalmente caldo, nel 2018 le notti sono state spesso fresche e i vini hanno conservato una particolare eleganza e armonia. L’annata spicca per intensità e per una maturazione quasi perfetta. I vini rossi sono concentrati e aromatici, con frutto succoso e bei tannini levigati. I bianchi, davvero eccellenti, sono intensi e armonici, con una meravigliosa soavità.

Givry, Marsannay, Maranges: vi dicono qualcosa queste denominazioni? Se non ne avete mai sentito parlare siete in buona compagnia, poiché si tratta di comuni perlopiù sconosciuti. Anche quest’anno siamo partiti alla volta della Borgogna alla ricerca di tesori dell’annata 2018 con un ottimo rapporto qualità-prezzo, e i nostri sforzi sono stati premiati. I vini sono contrassegnati dalla dicitura Mondovino nouveau e invitano a scoprire un mondo nuovo. Perché abbiamo scovato questi vini? I famosi crus della Borgogna sono tra i vini più richiesti al mondo. Dopo una serie di vendemmie piuttosto scarse, nel 2017 e nel 2018 i raccolti hanno ritrovato una certa normalità. Non è stato tuttavia possibile soddisfare la domanda internazionale in costante crescita, e i migliori crus sono diventati ancora più cari e difficili da reperire. Mondovino nouveau è pensato sia per gli appassionati più curiosi sia per i neofiti che si avvicinano per la prima volta al mondo vinicolo della Borgogna e offre la possibilità di assaporare i vini meno noti della regione a prezzi molto ragionevoli.

I 65 vini presentati in catalogo non sono i soli che offriamo in sottoscrizione. Online trovate infatti altre 6 proposte, che portano a 71 il numero di etichette in assortimento. Ogni vino è descritto online, e su mondovino.ch/sottoscrizione troverete un ritratto di ogni viticoltore.

Per gli appassionati, la sottoscrizione rappresenta invece un’opportunità unica per acquistare la bottiglia preferita o per scoprire nuovi vini. L’ordinazione e il pagamento avvengono ora, mentre la consegna è prevista per l’autunno 2020. Il piacere sta nell’attesa, come si dice giustamente.

I vini del 2018 si rivelano pronti alla beva in tempi piuttosto brevi, ma posseggono un’eccezionale longevità. Vi consigliamo quindi di fare spazio in cantina per un paio di casse. Ai neofiti della Borgogna e agli intenditori curiosi suggeriamo, inoltre, la selezione Mondovino nouveau.

Buon divertimento nella scelta dei vostri vini preferiti.

Jan Schwarzenbach MW, Master of Wine

Viticoltore Mondovino Noveau:

Domaine Michel Sarrazin et Fils

Le tenute della Borgogna prendono spesso il nome dal loro fondatore. Una particolarità che, non di rado, crea confusione e si presta persino a equivoci. Occorre perciò fare una piccola premessa: attualmente, l’azienda di famiglia Michel Sarrazin et Fils è gestita dai «fils», dai figli, i fratelli Guy e Jean-Yves. Nel caso dei Sarrazin, infatti, la professione di viticoltore viene trasmessa di padre in figlio – e questo da generazioni: la loro storia affonda le proprie radici nel lontano XVII secolo. L’azienda ha preso il nome da Michel poiché fu lui, nel 1964, ad avviare l’imbottigliamento nella tenuta.

La proprietà è situata nel paesino di Charnailles, una frazione del villaggio di Jambles, nella Côte Chalonnaise. I Sarrazin, negli immediati dintorni e nella regione, coltivano ben 35 ettari: soprattutto nel celebre villaggio di Givry, ma anche a Mercurey, a Maranges e, naturalmente, nella appellation regionale (Bourgogne e Côte Chalonnaise). Attualmente Guy Sarrazin vive a Givry, sebbene l’azienda abbia le sue origini a Charnailles: e così deve continuare ad essere anche in futuro. «Nel 1671 qui viveva già un Jean-Baptiste Sarrazin, i cui genitori erano viticoltori», ci racconta sorridendo Guy.

Per entrambi i fratelli possedere dei vigneti in differenti zone è indispensabile per poter offrire un’ampia gamma di vini che spazia dagli Aligoté ai Crémant fino ai vini rossi, e che va dall’«embouteillage régional» al Premier Cru. «A Givry le uve raggiungono la piena maturazione relativamente presto. In questa zona i vini rossi risultano particolarmente fruttati, con note di ciliegia e ribes nero. A Mercurey e, in particolare, a Maranges il processo di maturazione è invece più lungo. I vini presentano una maggiore mineralità e risultano meno fruttati», ci spiega Guy, che si occupa principalmente della vinificazione e dell’affinamento dei vini, mentre suo fratello lavora soprattutto in vigneto. È molto fiero dell’annata 2018 e commenta così il risultato ottenuto: «Un’annata piena di sole, che ha offerto vini particolarmente carnosi, con aromi fruttati assai marcati!».   

 

 

Domaine Jean Fournier

Tutto ha una fine... E tutto ha un inizio.  E vale anche per la celeberrima Côte de Nuits che venendo da Digione inizia a Marsannay e qui finisce se la si guarda da Beaune o da Nuits Saint Georges. Marsannay, tuttavia, rappresenta anche un altro inizio: la porta che introduce al mondo dei grandi Borgogna. Il villaggio fa parte delle zone dimenticate e poco note della Côte de Nuits. Sebbene i vini di questa regione abbiano oggi prezzi davvero proibitivi, qui a Marsannay è ancora possibile scovare qualche interessante affare. Marsannay, infatti, è tra le zone i cui vini sono ancora abbordabili anche per un appassionato inesperto di vini.

«No, non mi dispiace affatto lavorare qui a Marsannay», afferma convinto Laurent Fournier, il cui Domaine (Jean Fournier) è un segreto da veri intenditori tra i Borgogna ancora poco noti. «Qui si può ancora creare, si può dar vita a qualcosa di veramente nuovo, si può partire alla conquista del mondo!» E le sue parole diventano immediatamente chiare, assaggiando i suoi rossi, dai colori profondi e dai sapori intensi. Si tratta infatti di vini di razza che posseggono la struttura, la densità e la profondità dei grandi crus della Borgogna. L’appartenenza alla Côte de Nuits è palese.    

Se oggi come oggi si parla sempre più spesso di Marsannay lo si deve a un gruppo di (giovani) viticoltori estremamente motivati che, come Laurent, credono nel futuro dell’appellation. Il loro obiettivo non è solo di produrre vini della migliore qualità possibile, ma anche di farlo in modo sempre più sostenibile. «A Marsannay i diserbanti e gli insetticidi sono praticamente scomparsi, e sono sempre più numerose le aziende che – come noi – si orientano prevalentemente verso l’agricoltura biologica. Vigneti lavorati nel modo più naturale possibile producono inevitabilmente uve più dense e ricche e, quindi, vini migliori!», sottolinea persuaso Laurent.

Laurent Fournier è entrato in azienda nel 2001 e ha «ufficialmente» preso le redini dal padre nel 2003 che continua comunque a lavorare nella tenuta e ha partecipato alla vendemmia del 2018.  «Un’annata complessa, iniziata all’insegna dell’umidità e conclusasi con un clima caldo e secco», ci racconta Laurent. «Nonostante la loro pienezza, sia i rossi che i bianchi posseggono una particolare freschezza e risultano perciò carnosi, ma anche particolarmente succosi».            

La sottoscrizione Borgogna – un’esperienza unica

 

In Borgogna non si organizza la classica settimana «en primeur». L’evento più celebre è la cosiddetta asta dei vini negli Hospices de Beaune, la più grande asta enologica a scopo benefico.
Gli Hospices de Beaune si finanziano principalmente con i proventi dei loro vigneti, che sono il frutto dei lasciti da parte dei pazienti fin dai tempi della sua fondazione. Ogni anno, nel terzo weekend di novembre, si festeggiano le «Trois Glorieuses», le tre giornate gloriose. E in occasione di queste festività vengono messi all’asta i vini prodotti nei possedimenti della fondazione. I prezzi così battuti sono per il commercio enologico un indice di qualità di un’annata.
Prima di ogni asta si svolge una degustazione con esperti provenienti da tutto il mondo. In quell’occasione si discute e si procede alla valutazione dell’annata.
 

Come scegliamo i nostri vini «en primeur»?

A inizio gennaio, i nostri enoesperti viaggiano per una settimana in Borgogna per degustare l’ultima annata e procedere a una preselezione. A quel punto, i vini non sono ancora stati valutati dai rinomati critici enologici.
Dopo una degustazione alla cieca in un ambiente neutrale, i migliori vini vengono inseriti nel nostro assortimento. Già durante la degustazione, i produttori rendono noti i prezzi dei loro vini e li offrono in vendita.
Per permettervi di farvi un’idea della qualità dei vini, i nostri enoesperti redigono per ogni singolo vino un rapporto sulla qualità dell’annata in generale, corredato da ritratti dei viticoltori e da note di degustazione proprie.

 

Sottoscrizione Borgogna: i vantaggi per voi

  • Sarete i primi a ricevere rari vini di Borgogna «en primeur»
  • Degustazione e selezione da parte di esperti enologhi, Jan Schwarzenbach, Master of Wine
  • Selezione dei migliori vini in termini di qualità, potenzialità e prezzo
  • Grazie alla pluriennale esperienza in fatto di vini prodotti da viticoltori di prim’ordine, la maggior parte delle annate incrementa il proprio valore nel tempo
  • Esaurienti note di degustazione con consigli d’acquisto redatti dai nostri specialisti del vino
  • Consegna diretta dopo l’imbottigliamento
  • Raccolta di superpunti anche per ordinazioni in sottoscrizione
  • Acquisto sicuro grazie alla garanzia di soddisfazione Coop