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Moùchtaro, perla dimenticata della Grecia

Nel 2012 ho pubblicato, con le mie colleghe Jancis Robinson MW e Julia Harding MW, il volume di riferimento Wine Grapes in cui vengono descritti tutti i vitigni coltivati nel mondo. Nel 2014, con Swiss Wine Promotion e Catavino, ho organizzato a Montreux (VD) la Digital Wine Communication Conference, un convegno che ha riunito 315 partecipanti di 35 Paesi diversi. Durante il convegno uno di loro mi si rivolse tenendo in mano una bottiglia di un vino greco di Muses Estate prodotto con uve del vitigno Moùchtaro, una varietà non descritta in Wine Grapes! Caspita, ce l’eravamo fatta scappare! Ho quindi degustato il vino di quella bottiglia e sono letteralmente caduto dalle nuvole: era un grandissimo vino! A Londra, durante una cena informale tra professionisti del vino, portai una bottiglia di Moùchtaro 2012 di Muses Estate che riuscì a eclissare tutti gli altri vini della serata, tra cui anche uno Château Margaux del 1983!

Muses Estate

Muses Estate, che significa Tenuta delle Muse (non ha nessun legame con il Domaine des Muses vallesano!), è situato nel villaggio di Ascra sulle pendici dell’Elicòna, catena montuosa della Beozia (Viotia in greco) nella Grecia centrale. Secondo Esiodo, poeta nato ad Ascra nell’VIII secolo a.C., le nove Muse della mitologia greca vi sarebbero giunte per offrirgli il dono della poesia, da cui il nome leggendario di Valle delle Muse dato a questa regione nella quale la vigna viene coltivata sin dall’antichità. Fu in questa fertile valle che nel 1946 Nikolaos Zacharias fondò una piccola tenuta viticola, salvando dall’estinzione il Moùchtaro, raro vitigno locale, che era stato progressivamente abbandonato per la sua scarsa produttività dopo l’invasione della fillossera alla fine del XIX secolo. Nel 1967 Nikolaos è stato affiancato dal figlio Athanasios, il quale ha considerevolmente sviluppato la tenuta, pur conservando il famoso Moùchtaro. Nel 2005 la tenuta è stata ribattezzata Muses Estate e da allora è diretta da Stelios, Nikos e Panagiotis Zacharias, terza generazione di proprietari. La tenuta è stata recentemente convertita a viticoltura integrata, conforme alla norma ISO 22 000, e produce circa 250 000 bottiglie all’anno. I vigneti, le cui rese sono particolarmente basse (circa 450 g/m2), sono situati a un’altitudine compresa tra i 550 e i 650 m su terreni in pendio che favoriscono il drenaggio e sono costantemente percorsi da un’aria fredda assai benefica proveniente dal monte Elicòna. Queste condizioni sono ideali per la maturazione e un buon stato di salute delle uve.

Il Moùchtaro

La traslitterazione dei nomi dei vitigni dal greco con caratteri latini è fonte di enorme confusione. Il nome di questo vitigno, in greco Μούχταρο, viene talvolta traslitterato in «Moùhtaro», ma il più delle volte in «Moùchtaro». Il suo nome ufficiale, tuttavia, è Mouchtouri, e possiede anche numerosi sinonimi, tra i quali «Moùchtarma» e «Kotselina». Moùchtaro dovrebbe essere una parola di origine turca il cui significato è «capo eletto del villaggio». Da un punto di vista genetico, questa varietà è imparentata con il Mavro Spetson, un misterioso vitigno della regione del Peloponneso, e con il Mandilaria, un vitigno più diffuso, principalmente sulle isole del Mar Egeo. Il Moùchtaro ha bacche molto piccole particolarmente scure e un’acidità assai marcata. Le sue uve sono alla base di vini densi con tannini sorprendentemente setosi malgrado la lunga estrazione solitamente praticata. Un tempo esse venivano utilizzate per produrre un vino dolce dopo un’essiccazione tradizionale al sole che durava una settimana, usanza ormai abbandonata per questo vitigno.Con una superficie totale nel mondo di appena 3 ettari, il Moùchtaro è uno dei vitigni più rari della Grecia e viene coltivato esclusivamente nella Valle delle Muse, nella regione di Tebe. Il primo Moùchtaro in purezza è stato prodotto da Muses Estate nel 1998, a tutt’oggi l’unica tenuta a produrlo, sebbene altre due tenute abbiano cominciato a coltivarlo e lo includano in alcuni assemblaggi.

 

Intervista a Stelios Zacharias, comproprietario

José Vouillamoz : Quando e come ha preso avvio la rinascita del Moùchtaro?

Stelios Zacharias : In passato la coltivazione di questo vitigno era parecchio diffusa nella Valle delle Muse, non per produrre vino rosso, ma essenzialmente per l'assemblaggio con altri vitigni greci (come il Savviatano bianco) per ottenere un vino rosato chiaro. Essendo poco produttivo, il Moùchtaro venne progressivamente abbandonato, fino a ritrovarsi – nella seconda metà del XX secolo – sull’orlo dell’estinzione. A differenza di altri produttori, che sostituirono il Moùchtaro con vitigni più produttivi, nostro nonno Nikolaos Zacharias, fondatore della cantina nel 1946, non smise mai di coltivarlo. Nostro padre Athanasios Zacharias portò avanti la tradizione di famiglia ripiantando il Moùchtaro su mezzo ettaro di vigneti tra il 1977 e il 1980, cosa che fece di lui l’unico produttore a coltivare ancora questo vitigno. Nel 2005 mio fratello Nikos, enologo e responsabile dei vigneti, ha piantato qualche ettaro con questo vitigno e ha migliorato le tecniche di coltivazione e vinificazione in modo da consentire al vino di esprimere al meglio le fantastiche caratteristiche di questa varietà.

 

JV : Qual è il potenziale di invecchiamento del Mouchtaro?

SZ : A seconda dell’annata, può invecchiare tra i 10 e i 15 anni.

 

JV : Altri produttori hanno seguito le vostre tracce?

SZ : Non intendiamo essere i soli produttori a coltivare il Moùchtaro. Sei anni fa abbiamo dato delle piante di Moùchtaro ad altre due cantine della regione interessate a questo vitigno, ma per il momento, all’infuori del nostro, sul mercato non ci sono altri Moùchtaro in purezza. Attualmente stiamo discutendo con altre tre cantine che hanno intenzione di piantare Moùchtaro in altre regioni più lontane.

 

JV : Ha qualche suggerimento da darci per quanto riguarda gli abbinamenti pietanze-vino?

SZ : Il Moùchtaro è ideale per accompagnare un filetto di manzo al sangue, un carpaccio o la carne d’agnello oppure ancora pasta al sugo rosso con i funghi o un formaggio stagionato.

 

Mouhtaro 2016, Muses Estate

Note di degustazione (J. Vouillamoz)

Il colore è porpora intenso. Il bouquet è estremamente complesso, con aromi di ciliegie, note di inchiostro, grafite, violetta, lamponi, legno dolce e vaniglia. Al palato si presenta ampio con tannini particolarmente fini, croccanti, quasi sensuali, dall’acidità importante ma ben integrata. Spiccano sapori di ciliegie nere accompagnati da una gradevole nota amarognola che riecheggia i sapori delle olive nere. Cenni agrumati piuttosto sorprendenti e sentori di mango rinfrescano il finale, assai persistente, accompagnato da sapori di mirtilli e ribes. È un vino di razza, che stimola la salivazione, e possiede una grande bevibilità.

Se possibile, versarlo in un decanter qualche ora prima di servirlo.

93/100

Il vostro esperto in vini, Dr. José Vouillamoz