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Vino delle vacanze: una vera tentazione

Bisognerebbe pensarci bene prima di portare a casa alcuni souvenir delle vacanze, tipo il cane randagio, il tatuaggio, il flirt estivo e... il vino locale tanto apprezzato. E vi spieghiamo perché.

Anche quest'anno giurate di non tornare dalle vacanze con delle bottiglie di vino? E di nuovo la tentazione è irresistibile: ci stiamo godendo il tramonto da cartolina sulla costa Atlantica, abbronzati, in pace con il mondo, una brezza leggera ci accarezza la pelle e mentre facciamo un brindisi nella luce soffusa con il vino locale ci sembra di non aver bevuto mai niente di meglio. Una cosa è certa: dobbiamo assolutamente portarne a casa almeno una bottiglia!

Una settimana più tardi, tornati in Argovia, siamo riusciti con fatica a trovare un'orata, per fortuna l'olio d'oliva era in valigia e il tavolo del balcone è apparecchiato in stile mediterraneo, anche se manca la vista mare la mente torna alla settimana appena trascorsa. Ed ecco il momento cruciale: un brindisi alle vacanze, uno sguardo intenso, un sorso pieno di aspettative e... bleah. Perché il vino delle vacanze a casa ha un sapore diverso?

Motivo n. 1

È stato shakerato 2000 chilometri in un'auto arroventata? Almeno un decollo e un atterraggio? Il vino ne risente. Il grande caldo può nuocergli irrimediabilmente. Il fatto di essere stato shakerato invece non è così drammatico, purché gli lasciate una o due settimane per riprendersi. Quindi non stappatelo subito, concedetegli un po' di tempo. Magari tornerà proprio come prima.

N. 2: clima perfetto

Pressione, umidità, odori dell'ambiente circostante sono fattori che influenzano la nostra percezione del vino. Entra in gioco perfino la luce: se consumiamo i cibi e le bevande in una luce rossa o blu ci sembreranno più aromatici. Ma: purtroppo non è possibile caricare in macchina il mare turchese dell'Egeo o i profumi della gariga provenzale. Ed è per questo che una parte del corredo organolettico del vino rimane nella sua terra di origine.

N. 3: incontri/scontri enogastronomici

È proprio vero: non c'è niente di meglio che abbinare prodotti della stessa terra. Un esempio eclatante in questo senso è dato dai vini rossi cinesi, indiani e tailandesi. Spesso risultano più morbidi e dolci rispetto al gusto centroeuropeo, ma sono perfetti per la cucina piccante e speziata. Ma non proponeteli con un entrecôte, eviterete una figuraccia colossale... 

N. 4: vittime del romanticismo

Torniamo al tramonto oppure alla cantina tradizionale del viticoltore locale. Lo spettacolo che si presenta ai nostri occhi è molto suggestivo, quasi magico! Ed è proprio qui il punto. Le immagini hanno un effetto sul cervello cento volte più rapido e dieci volte più intenso dei profumi. In quel caso il povero naso non ha nessuna possibilità di essere obiettivo. Bene, e allora? Vuol dire che dobbiamo dimenticarci per sempre questi souvenir in bottiglia? Secondo noi: no, assolutamente no. Perché in un certo senso anche l'incredibile shock e l'attacco di riso sul balcone di casa fanno parte del rituale annuale delle vacanze.

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